Foto seguono
Primo giorno
Passata la prima notte alla pensione FiFi e fatto la colazione ci rechiamo all'aeroporto per vedere come hanno passato la notte gli altri svizzeri. Li troviamo che sono ancora in uno stato abbastanza 'euforico'; non hanno dormito ed hanno passato la notte con birra e una bottiglia di gin! Dopo aver valutato la situazione e le possibili opzioni decidiamo di andare tutti a cercare un alloggio in centro. Presi i bagagli ci facciamo trasportare in taxi alla pensione Teamo, dove prendiamo alloggio tutti assieme in un dormitorio per sei persone. Noi poi ci rechiamo a piedi in centro di Papeete a visitare il mercato, consultare le nuove info su Internet. All'ufficio di LAN Chile ci dicono che non hanno ancora info definitive da Santiago, ma che i voli potrebbero essere bloccati ancora per una settimana. Al ritorno alla nostra pensione apprendiamo che gli altri, dopo aver ricevuto la conferma che possono mettere in conto le spese di alloggio all'assicurazione, hanno deciso di spostarsi in un alloggio più confortevole. Loro andranno all'Hotel Tahiti Nui, non tanto lontano da dove siamo noi.
Secondo giorno
Dopo la colazione solito giro in centro per consultare Internet e gli uffici di LAN Chile. Alla mattina niente di nuovo, ma al pomeriggio ecco la buona notizia; il volo per Rapa Nui (Isola di Pasqua) e Santiago è annunciato per giovedì 4 marzo. Ci resta quindi un solo giorno ancora di permanenza a Papeete. Siamo tutti sollevati dato che qui è tutto caro, piove quasi tutti i giorni e oramai non sappiamo più cosa fare. Decidiamo di passare il giorno di domani. l'ultimo giorno a Tahiti, noleggiando un'auto e facendo assieme il giro dell'isola. La sera andiamo tutti assieme a mangiare alle Roulotte sul lungomare davanti al porto. Il pesce crudo alla polinesiana che prendo stasera è nettamente migliore di quello che avevo ricevuto la prima sera che eravamo arrivati a Tahiti.
Terzo giorno
Trascorriamo l'ultimo giorno a Tahiti noleggiando un'auto da Hetz e facendo il giro dell'isola assieme a Patrick, Mario e da Amanda. La madre di Patrick è già partita ieri per il ritorno in Svizzera passando da Los Angeles. Con la nostra piccola vettura facciamo questa vola il giro in senso antiorario. Passiamo prima per Papenoo, l'istmo con la piccola Tahiti a Taravao, visitiamo il museo Gaugin a Papeari, ammiriamo i surfisti sulla spiaggia di Papara, prima di fermarci a cenare in un ristorante cinese vicino all'aeroporto Faa'a. Poi lasciamo le signore all'aeroporto per andare a prendere i rispettivi bagagli nei nostri alloggi e consegnare la vettura all'aeroporto. Tutto procede bene e alle 20 siamo già pronti per il check-in, ma passiamo le ultime ore di attesa nel già ben conosciuto ristorante dell'aeroporto Faa'a di Papeete per rinfrescarci e prepararci per la partenza.
Il nostro percorso
venerdì 5 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
28 febbraio 2010 Papeete, volo annullato!
Stamattina dopo la colazione alla nostra pensione partiamo per il centro di Papeete per visitare ciò che non abbiamo visto finora e verificare via
Internet la situazione dopo il terremoto in Cile. In modo particolare vogliamo verificare sul sito di LAN Chile se il nostro volo di stanotte è confermato. Sul sito vengono annunciate delle difficoltà all'aeroporto di Santiago, parzialmente toccato dal terremoto, ma non sono segnalati annullamenti di voli. Noi ci prepariamo quindi tranquillamente per la partenza di stanotte. Il pomeriggio abbiamo visitato un'esposizione sul turismo di Tahiti, piove a dirotto fino quasi la sera. L'esposizione non è per noi niente di particolare a parte il fatto che qui siamo al riparo della pioggia. Ci divertiamo a fotografare i bambini a giocare e fare la doccia sotto la pioggia. Alle 5 di sera rientriamo alla pensione per prendere un taxi, caricare i bagagli, e farci portare all'aeroporto. Durante il viaggio la nostra taxista, che dice di avere 80 anni ma non li dimostra per niente, ci fa una disquisizione sui popoli, e dichiara tutta la sua avversione contro i tedeschi, essendosi creduti una razza superiore. Ci dirà poi che suo padre era un tedesco, che non ha però mai conosciuto, era arrivato qui prima della seconda guerra mondiale. Appena arrivati all'aeroporto, sul monitor dei voli internazionali, ecco la sorpresa, il nostro volo per la 'Isla de Pasqua' è annullato. Cerchiamo di avere conferma ma non troviamo chi ci può dare informazioni. Ci dicono di aspettare fino alle 22, quando dovrebbe iniziare il Check-in del volo. Fra quelli che attendono costernati come noi conosciamo altri quattro svizzeri; sono Patrick con la madre Therese e Mario con l'amica Amanda. Ci mettiamo al medesimo tavolo e facciamo passare il tempo raccontandoci, fra una birra e l'altra, le nostre storie di viaggio. Alle 21.30, quando arriva l'addetta al check-in ecco la conferma ufficiale dell'annullamento del volo LA 834 da Papeete all'Isola di Pasqua. La causa dell'annullamento sono i danni all'aeroporto di Santiago del Cile. Oramai non ci resta che attendere gli eventi. Qualcuno cerca di valutare possibili alternative per continuare il viaggio su altre rotte. Noi siamo abbastanza fregati perché il nostro biglietto non è rimborsabile. Se non voliamo con LAN Chile, o con un'altra compagnia dello stesso gruppo perdiamo tutto quanto pagato. Gli altri hanno un biglietto 'Around the World' e potrebbero cambiare rotta come vogliono. Dopo aver valutato le possibilità di alloggio, noi decidiamo di andare a pernottare nella vicina Pensione FiFi, mentre gli altri vogliono rimangono all'aeroporto.
Internet la situazione dopo il terremoto in Cile. In modo particolare vogliamo verificare sul sito di LAN Chile se il nostro volo di stanotte è confermato. Sul sito vengono annunciate delle difficoltà all'aeroporto di Santiago, parzialmente toccato dal terremoto, ma non sono segnalati annullamenti di voli. Noi ci prepariamo quindi tranquillamente per la partenza di stanotte. Il pomeriggio abbiamo visitato un'esposizione sul turismo di Tahiti, piove a dirotto fino quasi la sera. L'esposizione non è per noi niente di particolare a parte il fatto che qui siamo al riparo della pioggia. Ci divertiamo a fotografare i bambini a giocare e fare la doccia sotto la pioggia. Alle 5 di sera rientriamo alla pensione per prendere un taxi, caricare i bagagli, e farci portare all'aeroporto. Durante il viaggio la nostra taxista, che dice di avere 80 anni ma non li dimostra per niente, ci fa una disquisizione sui popoli, e dichiara tutta la sua avversione contro i tedeschi, essendosi creduti una razza superiore. Ci dirà poi che suo padre era un tedesco, che non ha però mai conosciuto, era arrivato qui prima della seconda guerra mondiale. Appena arrivati all'aeroporto, sul monitor dei voli internazionali, ecco la sorpresa, il nostro volo per la 'Isla de Pasqua' è annullato. Cerchiamo di avere conferma ma non troviamo chi ci può dare informazioni. Ci dicono di aspettare fino alle 22, quando dovrebbe iniziare il Check-in del volo. Fra quelli che attendono costernati come noi conosciamo altri quattro svizzeri; sono Patrick con la madre Therese e Mario con l'amica Amanda. Ci mettiamo al medesimo tavolo e facciamo passare il tempo raccontandoci, fra una birra e l'altra, le nostre storie di viaggio. Alle 21.30, quando arriva l'addetta al check-in ecco la conferma ufficiale dell'annullamento del volo LA 834 da Papeete all'Isola di Pasqua. La causa dell'annullamento sono i danni all'aeroporto di Santiago del Cile. Oramai non ci resta che attendere gli eventi. Qualcuno cerca di valutare possibili alternative per continuare il viaggio su altre rotte. Noi siamo abbastanza fregati perché il nostro biglietto non è rimborsabile. Se non voliamo con LAN Chile, o con un'altra compagnia dello stesso gruppo perdiamo tutto quanto pagato. Gli altri hanno un biglietto 'Around the World' e potrebbero cambiare rotta come vogliono. Dopo aver valutato le possibilità di alloggio, noi decidiamo di andare a pernottare nella vicina Pensione FiFi, mentre gli altri vogliono rimangono all'aeroporto.27 febbraio 2010 Bora Bora e allarme Tzunami
Per svegliarci presto stamattina avevamo messo la sveglia sul telefonino alle 6, ma già alle 5 suona il telefono. Al primo momento
penso di esserci sbagliati di un'ora, scopriremo poi che invece era un SMS della sorella di Maggie che ci segnalava che era in corso un allarme tzunami sull'isola di Pasqua. Subito dopo le 5 ecco che qualcuno bussa alla nostra porta annunciandoci che era in corso un allarme tsunami anche da noi e che dobbiamo prendere tutto, ma solo lo stretto necessario, e andare alle 5.30 davanti la ricezione ad attendere istruzioni. Noi siamo i primi ad attendere ma non c'è in giro nessuno. Dopo aver atteso 10-15 minuti oltre l'orario prestabilito e vedendo altri che con le auto si recano al Beachcomber Ressort, che è situato su un promontorio e abbastanza lontano dal mare. Nel mentre arrivano anche Otto e Sabine, una copia di tedeschi.
Visto che noi abbiamo l'auto decidiamo di prenderli con noi e spostarci al punto di raccolta prestabilito. Mentre arriviamo al posteggio del Beachcomber comincia diventare giorno e tutti sembrano in contemplazione del mare. Anche se sono solo le 6.30 e le prime onde dello tzunami sono annunciate per le 8. Comunque tutto è calmo e la gente ne approfitta per conversare fra di loro. Tramite la radio ascoltiamo gli ultimi aggiornamenti che arrivano dalle altre isole. Dalle notizie apprendiamo che lo tsunami è stato causato da un micidiale terremoto di 8.9 gradi nel sud del Cile, e avrebbe già causato 250 morti. Ma ad ogni notiziario la cifra continuerà ad aumentare. Discuto a lungo con Otto e la moglie che sono ambedue esperti di costruzioni e conoscono bene la materia. Il fatto che questo terremoto sia addirittura più potente di quello di Haiti che ha fatto 200'000 morti ci fa pensare che, o le cifre non quadrano o che in Cile le costruzioni sono molto meglio pre
disposto conto i terremoti. Comunque ancora una volta abbiamo la prova di quanto sia movimentata la cosiddetta “terra ferma”. Noi passiamo poi la lunga attesa recandoci più in alto davanti al ristorante del ressort con una piscina favolosa davanti. Sembra di essere a precipizio sul mare. Il tempo passa, i comunicati radio sono un po confusi. Sembra che l'onda sia stata di 4 metri alle isole Marchesi, mentre a Tahiti sembra stata di soli 30 cm. A Moorea, dove siamo noi, l'onda principale dovrebbe arrivare verso le 8.40. Visto dall'alto e da questa distanza sembra che il livello della laguna si sceso e le ondate sulla barriera corallina siano state più forti. Ognuno dice la sua, le info ufficiali diranno poi che il movimento dell'onda è stato molto lento e all'interno della laguna l'acqua si è alzata di 20 -30 cm sopra il livello normale. Alle 11.30 le sirene annunciano la f
ine dell'allarme ed adagio adagio tutti partono e si ritorna nella normalità. Rimane il pensiero di quello che potrebbe essere successo in Cile e alle isole davanti la costa, vedi le isole Jan Fernadez (l'isola di Robinson Crusue)e quella di Pasqua. Sembrerebbe che l'isola Jan Fernadez sia stata travolta da un'onda di almeno 15 metri. Le prime notizie ci dicono che dei 300 abitanti che vivono sulla costa a livello del mare, nessuno abbia potuto salvarsi. Noi rientriamo all'albergo, facciamo colazione ed il check-out per poi ripartire in auto verso l'agenzia Avis sull'altro lato dell'isola. Intanto quasi per completare l'opera si mette a piovere a dirotto. All'agenzia, consegnata l'auto, ci portano all'aeroporto dove vorremmo sapere cosa possiamo fare con i nostri voli. Visto il ritardo, sono
oramai le 12.30, preferiremmo annullare tutto o spostare i voli a domani. All'aeroporto, anch'esso rimasto chiuso fino alle 11.30, ci dicono che per cambiare qualcosa dobbiamo andare dall'agenzia che ce li ha venduti. Oggi è però sabato e l'agenzia fino a lunedì e chiusa. Bella fregatura! Il nostro volo delle 10.20 partirebbe fra 20 minuti alle 13.30. In questa situazione non ci rimane che partire lo stesso per Bora, Bora anche se poi il tempo che vi rimaniamo sarà di sole 4 ore. La bella sorpresa per noi sarà che il tempo sia sull'isola di Huahine dove faremo scalo sia a Bora Bora sarà bello. Ritroveremo la pioggia solo al rientro a Papeete. La vista dall'aereo sull'isola di Bora Bora, prima dell'atterraggio, con i colori della laguna e della barriera corallina tutt'attorno è magnifica. Solo questo merita una visita, seppure breve e platonica, a queste stupende isole del gruppo di 'isole della società'. Se i costi degli alloggi non fossero così alti avremmo potuto rimanere più a
lungo e godere anche di quello che si può vedere a terra e nell'acqua della laguna. Arrivati all'aeroporto, che si trova a ridosso della barriera corallina, prendiamo la prima navetta che ci porta in 15 minuti fino al porto di Vaitape sull'isola principale. Qui abbiamo giusto il tempo di fare una passeggiata a piedi sotto il sole caliente, mangiare un sandwich in uno snack vicino e ritornare per riprendere la navetta e ritornare all'aeroporto. Il nostro volo riparte proprio mentre sta diventando notte e ci da cosi la possibilità di rivedere l'isola dall'alto con il sole appena tramontato. Il volo è diretto e breve. Con un taxi ci facciamo portare al nostro alloggio dove siamo stati le prime due notti a Papeete. La giornata con l'allarme tzunami alle 5 e le varie peripezie per i voli è stata molto intenza e affaticante.
penso di esserci sbagliati di un'ora, scopriremo poi che invece era un SMS della sorella di Maggie che ci segnalava che era in corso un allarme tzunami sull'isola di Pasqua. Subito dopo le 5 ecco che qualcuno bussa alla nostra porta annunciandoci che era in corso un allarme tsunami anche da noi e che dobbiamo prendere tutto, ma solo lo stretto necessario, e andare alle 5.30 davanti la ricezione ad attendere istruzioni. Noi siamo i primi ad attendere ma non c'è in giro nessuno. Dopo aver atteso 10-15 minuti oltre l'orario prestabilito e vedendo altri che con le auto si recano al Beachcomber Ressort, che è situato su un promontorio e abbastanza lontano dal mare. Nel mentre arrivano anche Otto e Sabine, una copia di tedeschi.
Visto che noi abbiamo l'auto decidiamo di prenderli con noi e spostarci al punto di raccolta prestabilito. Mentre arriviamo al posteggio del Beachcomber comincia diventare giorno e tutti sembrano in contemplazione del mare. Anche se sono solo le 6.30 e le prime onde dello tzunami sono annunciate per le 8. Comunque tutto è calmo e la gente ne approfitta per conversare fra di loro. Tramite la radio ascoltiamo gli ultimi aggiornamenti che arrivano dalle altre isole. Dalle notizie apprendiamo che lo tsunami è stato causato da un micidiale terremoto di 8.9 gradi nel sud del Cile, e avrebbe già causato 250 morti. Ma ad ogni notiziario la cifra continuerà ad aumentare. Discuto a lungo con Otto e la moglie che sono ambedue esperti di costruzioni e conoscono bene la materia. Il fatto che questo terremoto sia addirittura più potente di quello di Haiti che ha fatto 200'000 morti ci fa pensare che, o le cifre non quadrano o che in Cile le costruzioni sono molto meglio pre
disposto conto i terremoti. Comunque ancora una volta abbiamo la prova di quanto sia movimentata la cosiddetta “terra ferma”. Noi passiamo poi la lunga attesa recandoci più in alto davanti al ristorante del ressort con una piscina favolosa davanti. Sembra di essere a precipizio sul mare. Il tempo passa, i comunicati radio sono un po confusi. Sembra che l'onda sia stata di 4 metri alle isole Marchesi, mentre a Tahiti sembra stata di soli 30 cm. A Moorea, dove siamo noi, l'onda principale dovrebbe arrivare verso le 8.40. Visto dall'alto e da questa distanza sembra che il livello della laguna si sceso e le ondate sulla barriera corallina siano state più forti. Ognuno dice la sua, le info ufficiali diranno poi che il movimento dell'onda è stato molto lento e all'interno della laguna l'acqua si è alzata di 20 -30 cm sopra il livello normale. Alle 11.30 le sirene annunciano la f
ine dell'allarme ed adagio adagio tutti partono e si ritorna nella normalità. Rimane il pensiero di quello che potrebbe essere successo in Cile e alle isole davanti la costa, vedi le isole Jan Fernadez (l'isola di Robinson Crusue)e quella di Pasqua. Sembrerebbe che l'isola Jan Fernadez sia stata travolta da un'onda di almeno 15 metri. Le prime notizie ci dicono che dei 300 abitanti che vivono sulla costa a livello del mare, nessuno abbia potuto salvarsi. Noi rientriamo all'albergo, facciamo colazione ed il check-out per poi ripartire in auto verso l'agenzia Avis sull'altro lato dell'isola. Intanto quasi per completare l'opera si mette a piovere a dirotto. All'agenzia, consegnata l'auto, ci portano all'aeroporto dove vorremmo sapere cosa possiamo fare con i nostri voli. Visto il ritardo, sono
oramai le 12.30, preferiremmo annullare tutto o spostare i voli a domani. All'aeroporto, anch'esso rimasto chiuso fino alle 11.30, ci dicono che per cambiare qualcosa dobbiamo andare dall'agenzia che ce li ha venduti. Oggi è però sabato e l'agenzia fino a lunedì e chiusa. Bella fregatura! Il nostro volo delle 10.20 partirebbe fra 20 minuti alle 13.30. In questa situazione non ci rimane che partire lo stesso per Bora, Bora anche se poi il tempo che vi rimaniamo sarà di sole 4 ore. La bella sorpresa per noi sarà che il tempo sia sull'isola di Huahine dove faremo scalo sia a Bora Bora sarà bello. Ritroveremo la pioggia solo al rientro a Papeete. La vista dall'aereo sull'isola di Bora Bora, prima dell'atterraggio, con i colori della laguna e della barriera corallina tutt'attorno è magnifica. Solo questo merita una visita, seppure breve e platonica, a queste stupende isole del gruppo di 'isole della società'. Se i costi degli alloggi non fossero così alti avremmo potuto rimanere più a
lungo e godere anche di quello che si può vedere a terra e nell'acqua della laguna. Arrivati all'aeroporto, che si trova a ridosso della barriera corallina, prendiamo la prima navetta che ci porta in 15 minuti fino al porto di Vaitape sull'isola principale. Qui abbiamo giusto il tempo di fare una passeggiata a piedi sotto il sole caliente, mangiare un sandwich in uno snack vicino e ritornare per riprendere la navetta e ritornare all'aeroporto. Il nostro volo riparte proprio mentre sta diventando notte e ci da cosi la possibilità di rivedere l'isola dall'alto con il sole appena tramontato. Il volo è diretto e breve. Con un taxi ci facciamo portare al nostro alloggio dove siamo stati le prime due notti a Papeete. La giornata con l'allarme tzunami alle 5 e le varie peripezie per i voli è stata molto intenza e affaticante.26 febbraio 2010 Moorea, compleanno Maggie
Oggi ci facciamo servire, senza troppo entusiasmo dal “patron”la colazione alle 6.30 poi Luigi
molto gentilmente ci trasporta, prima di consegnare l'auto, fino al porto dei traghetti. Con noi abbiamo preso solo lo stretto necessario per i due prossimi giorni. Con lo “Speedbot”delle 7.25 in soli trenta minuti raggiungiamo il porto di Vaiare sulla vicina isola di Moorea. Il viaggio con la vista sull'isola che si avvicina ancora avvolta nelle nebbie mattutine e incantevole. Sotto i raggi del primo sole sbarchiamo cercandoci un passaggio fra le numerose persone che stanno aspettando di fare il tragitto inverso. Noi andiamo subito all'autonoleggio della Avis ed in pochi minuti eccoci in viaggio verso l'hotel Hibiscus. Facciamo il percorso a nord dell'isola per vedere le due stupende baie di Opunohu. Nella bai di Cook si fa notare la nave di crociera “Paul Gaugin” all'ancora per permettere ai passeggeri di visitare l'isola di Moorea. Poi con il tempo che continua a cambiare, un attimo c'è il sole poi piove .. poi ritorna il sole! Niente male per scattare suggestive
foto della baia e delle aguzze montagne tutt'attorno. Proprio mentre stiamo scattando delle foto del bungalow su palafitte dell'Hilton, ecco che sento chiamare il mio nome da lontano. Guardo indietro e vedo Leonie (la signora che ieri con Luigi e Franca ci aveva accompagnati a fare il giro dell'isola di Tahiti) che corre verso di noi. Che caso incontrarla mentre noi passavamo a pochi metri da casa sua!. Subito lei ci invita a farle visita nel pomeriggio. Noi per le diciamo che è il giorno del compleanno di Maggie e che preferiremmo andare in un ristorante, lei insiste mettendoci quasi in imbarazzo. Facciamo poi il check-in al 'Hibiscus' che si trova a pochi km dal dove abita Leonie. All'hotel Hibiscus, ecco un'altra sorpresa, la ricezionista è originaria di Varese
ed è nata a Sorengo. Molto gentilmente, oltre che darci il prezzo speciale ridotto del 30% come convenuto con l'agenzia ci da una 'cabanas' di categoria superiore con vista sulla laguna. Il prezzo è attorno ai 200 CHF, ben oltre il nostro regolare budget, ma oggi è il giorno del compleanno di Maggie. Dopo esserci sistemati nella spaziosa abitazione, pranziamo nel ristorante davanti alla laguna. Approfittando del sole riusciamo poi a fare il bagno e seguire i pesci colorati della laguna ed i granchi che girano fra i sassi davanti al ristorante Il posto è veramente splendido ed il tempo rimarrà clemente tutto il pomeriggio. Ben consapevoli di cosa vuol dire l'ospitalità per i polinesiani, decidiamo poi di andare, prima di sera, da Leonie a farle visita, ma di non rimanere a cena. Dopo aver comperato una bottiglia di vino Bordeux e ci avviamo a cercare la sua abitazione. La troviamo non senza difficoltà a trovarla perché noi chiedevamo di lei con il nome in francese,
mentre i vicini la conoscono solo con il nome tahitiano. A casa di lei conosciamo pure una sua amica, una giudice del tribunale di Papeete in visita con la figlia. Malgrado la nostra intenzione ci sarà impossibile non rimanere a cena da Leonie. Lei così rapidamente che quasi non ci rendiamo conto ci prepara un'ottima cena a base di prodotti del suo orto e crevette allevate sull'isola. Dopo cena ci intratteniamo a lungo conversando in particolare sulla cultura polinesiana ed sul continente Mu che sarebbe sprofondato nel Pacifico molti .. molti anni fa. Ci ,mostra poi un grosso fascicolo con i dati e la storia, che lei stessa ha scritto dopo aver avuto una 'rivelazione mistica' sulle origini della storia polinesiana. L'argomento dovrebbe essere approfondito ma lei ci dice di essere stata addirittura in Francia, ma nessuno ha voluto pubblicare il suo scritto. Dopo esserci congedati da Leonie rientriamo tranquilli al nostro Hibiscus.
molto gentilmente ci trasporta, prima di consegnare l'auto, fino al porto dei traghetti. Con noi abbiamo preso solo lo stretto necessario per i due prossimi giorni. Con lo “Speedbot”delle 7.25 in soli trenta minuti raggiungiamo il porto di Vaiare sulla vicina isola di Moorea. Il viaggio con la vista sull'isola che si avvicina ancora avvolta nelle nebbie mattutine e incantevole. Sotto i raggi del primo sole sbarchiamo cercandoci un passaggio fra le numerose persone che stanno aspettando di fare il tragitto inverso. Noi andiamo subito all'autonoleggio della Avis ed in pochi minuti eccoci in viaggio verso l'hotel Hibiscus. Facciamo il percorso a nord dell'isola per vedere le due stupende baie di Opunohu. Nella bai di Cook si fa notare la nave di crociera “Paul Gaugin” all'ancora per permettere ai passeggeri di visitare l'isola di Moorea. Poi con il tempo che continua a cambiare, un attimo c'è il sole poi piove .. poi ritorna il sole! Niente male per scattare suggestive
foto della baia e delle aguzze montagne tutt'attorno. Proprio mentre stiamo scattando delle foto del bungalow su palafitte dell'Hilton, ecco che sento chiamare il mio nome da lontano. Guardo indietro e vedo Leonie (la signora che ieri con Luigi e Franca ci aveva accompagnati a fare il giro dell'isola di Tahiti) che corre verso di noi. Che caso incontrarla mentre noi passavamo a pochi metri da casa sua!. Subito lei ci invita a farle visita nel pomeriggio. Noi per le diciamo che è il giorno del compleanno di Maggie e che preferiremmo andare in un ristorante, lei insiste mettendoci quasi in imbarazzo. Facciamo poi il check-in al 'Hibiscus' che si trova a pochi km dal dove abita Leonie. All'hotel Hibiscus, ecco un'altra sorpresa, la ricezionista è originaria di Varese
ed è nata a Sorengo. Molto gentilmente, oltre che darci il prezzo speciale ridotto del 30% come convenuto con l'agenzia ci da una 'cabanas' di categoria superiore con vista sulla laguna. Il prezzo è attorno ai 200 CHF, ben oltre il nostro regolare budget, ma oggi è il giorno del compleanno di Maggie. Dopo esserci sistemati nella spaziosa abitazione, pranziamo nel ristorante davanti alla laguna. Approfittando del sole riusciamo poi a fare il bagno e seguire i pesci colorati della laguna ed i granchi che girano fra i sassi davanti al ristorante Il posto è veramente splendido ed il tempo rimarrà clemente tutto il pomeriggio. Ben consapevoli di cosa vuol dire l'ospitalità per i polinesiani, decidiamo poi di andare, prima di sera, da Leonie a farle visita, ma di non rimanere a cena. Dopo aver comperato una bottiglia di vino Bordeux e ci avviamo a cercare la sua abitazione. La troviamo non senza difficoltà a trovarla perché noi chiedevamo di lei con il nome in francese,
mentre i vicini la conoscono solo con il nome tahitiano. A casa di lei conosciamo pure una sua amica, una giudice del tribunale di Papeete in visita con la figlia. Malgrado la nostra intenzione ci sarà impossibile non rimanere a cena da Leonie. Lei così rapidamente che quasi non ci rendiamo conto ci prepara un'ottima cena a base di prodotti del suo orto e crevette allevate sull'isola. Dopo cena ci intratteniamo a lungo conversando in particolare sulla cultura polinesiana ed sul continente Mu che sarebbe sprofondato nel Pacifico molti .. molti anni fa. Ci ,mostra poi un grosso fascicolo con i dati e la storia, che lei stessa ha scritto dopo aver avuto una 'rivelazione mistica' sulle origini della storia polinesiana. L'argomento dovrebbe essere approfondito ma lei ci dice di essere stata addirittura in Francia, ma nessuno ha voluto pubblicare il suo scritto. Dopo esserci congedati da Leonie rientriamo tranquilli al nostro Hibiscus.25 febbraio 2010 giro dell'isola di Tahiti
Stamattina appena alzati, fatto il bagno in piscina e la colazione con Luigi e Franca, che con noi sembrano essere gli unici ospiti della pensione, andiamo a cercare di noleggiare un'auto per visitare assieme l'isola. A colazione Lugi ci informa che con noi ci sarà anche una signora di Moorea, di nome Leonie, che avevano conosciuto in un precedente viaggio dieci anni fa. Mentre io e Luigi andiamo a cercare di noleggiare l'auto, Maggie e Franca vanno al porto dei traghetti per accogliere Leonie. Alla AVIS, dopo aver cercato di rifilarci un'auto di categoria superiore, ci consigliano di andare dalla concorr
enza Hertz, che hanno auto più piccole. Difatti riceviamo subito una piccola VW e in pochi minuti partiamo per andare al porto a prelevare le signore che nel frattempo avevano incontrato Leonie e ci attendevano in un Bar. Dopo i saluti ed i convenevoli partiamo per fare il giro dell'isola in senso antiorario. Sul percorso ci fermiamo a visitare il museo di Tahiti e della Polinesia. Peccato che quello che viene esposto riguarda quasi solo la storia coloniale con i primi navigatori, vedi Wallis, (il primo europeo ad arrivare qui), Cook (che tutti credono che fu lui il primo), Bligt (il capitano del Bounty), Bouganville (al quale si deve la seguente presenza francese), e la successiva colonizzazione francese che fece della Poninesia i “territori francesi di oltremare”. Sul tema anche
Leonie, che non vuole espressamente entrare nel museo, ha i suoi commenti ed osservazioni da darci. Lei, come ci dice, è di discendenza reale polinesiana e ha anche un certo grado di parentela con Papa Woityla, dato che ha avuto un marito di origine polacca. Quando arriviamo all'istmo che separa la grande dalla piccola isola di Tahiti incontriamo sua figlia Wanda che con Sofia ci accompagnerà fino a casa di conoscenti dove veniamo accolti calorosamente con la messa al collo do collane di conchiglie. Veniamo quasi sopraffatti da tanta ospitalità, specialmente per noi che non conoscevano neanche! Poi ci offrono un sontuoso pranzo a base di squisiti frutti della pianta del pane cotti (chiamato in tahitiano urù), di pesce crudo con latte di cocco alla tahitiana, pollo alla griglia e altre prelibatezze locali. Come dessert ci servono uno squisito “tirami sù” alle banane. Già il posto, in riva al mare con un'isoletta disabitata (un mutu in polinesiano) a fare
da sfondo al mare, sembra un paradiso; l'aggiunta di quanto ricevuto per pranzo fa il resto. Peccato che quando, dopo aver visitato il bel giardino con tutte le ben curate piante tropicali, vogliamo andiamo a cercare una spiaggia per fare il bagno, arriva il solito acquazzone rompiscatole. La rinuncia a fare il bagno ci permette, visto che la giornata volge al termine, di continuare il periplo dell'isola e rientrare al nostro alloggio a Papeete prima che sia totalmente scuro. Sul percorso di ritorno vediamo ancora il “treu du souffleur”, uno spruzzo di acqua causato dalle onde del mare, e le spiagge Papenoo frequentate dei surfisti di tutto il mondo. Dopo il rientro siamo cosi stanchi e ancora sazi dal pranzo che rinunciamo alla cena per andare presto a dormire.
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