Il nostro percorso

lunedì 25 gennaio 2010

18 gennaio 2010 Da Broome a Exmouth

Purtroppo stamattina, malgrado fosse inclusa, partiamo troppo presto per fare colazione all'ostello. Abbiamo però provveduto a portarci tutto il necessario con noi per fare colazione mentre attendiamo il bus alla stazione del Greyhound. Alla stazione ci divertiamo a fotografare una cinese di Taiwan che arriva con un'enormità di bagagli, due valige e 4 sacchi. La poverina è cosi carica che per attraversare la strada deve fare due viaggi! Avremo poi l'occasione di incontrarla diverse volte ancora sul nostro percorso. Il bus arriva e parte con diverso ritardo, che però ricupererà senza problemi nel seguito.

All'uscita di Broome mi salta all'occhio una strana costruzione, molto rassomigliante ad un minareto; .. niente paura non è un minareto ma il serbatoio dell'acqua potabile, che qui è talmente preziosa che ci costruiscono delle vere e proprie opere d'arte architettoniche!
Quella di oggi è la tappa più lunga e noiosa del nostro percorso sulla West Coast australiana, faremo 1'200 km su un paesaggio totalmente piatto e noiosissimo. A parte qualche fattoria subito dopo Broome, e qualche Roadhouse (stazione di benzina con negozio e ristorante), solo steppa e sabbia. A destra abbiamo la costa, dalla quale vediamo ogni tanto delle dune in lontananza, e dall'altra abbiamo il "Great Sandy Desert", con a parte la sabbia rossa e gialla niente in assoluto!

Stranamente però riusciamo a scattare numerose fotografie lo stesso. I colori del paesaggio e del cielo cambiano costantemente ciò che rendono interessanti gli scatti fotografici. Ogni tanto si vede qualche fattoria, sono però solo delle oasi nel deserto westaustaliano. Per la il pranzo ci fermiamo per circa una ora al Pardoo Roadhouse, dove all'ombra delle poche piante esistenti mangiamo i nostri sandwich a base di panini e formaggini in scatola ed i resti della frutta di ieri sera. Il giorno ci saluta con un bellissimo tramonto, mentre il nostro viaggio continua durante la notte. I due conducenti si alternano alla guida del bus. Per la prima volta sul Greyhound uso il mio Laptop per aggiornare il testo del blog, fino a scaricare totalmente la batteria. Arriviamo poi al “Giralia Turn off”, dove ci attende un'altro Greyhound per Exnouth, che sono le ca. le 11 di notte. Sul percorso notturno notiamo diversi canguri che attraversano la strada. Uno di loro lo prendiamo con il paraurti del bus. Dal colo sentito deve aver fatto una brutta fine! Alla 1.30 di notte arriviamo finalmente all'ostello annesso al Hotel Potshot dove avevamo prenotato telefonicamente durante il viaggio. Con noi ci sono altre 6 giovani che arrivati allo stesso ostello trovano nella bucalettere la chiave per la camera del dormitorio. Per noi, niente, e non non c'è in giro nessuno.

Cerchiamo inutilmente dove potremmo sistemarci ma non troviamo niente, finchè arriva Clement, un tedesco che era sul bus, a proporci di andare a dormire con loro ne dormitorio, visto che ci sono ancora due posti liberi. Proposta che seguiamo senza esitare. Dormiremo cosi le poche ore fino alle 7 di mattina, per poi andare a fare il check-in in una camera doppia tutta per noi. Le foto a lato danno un'idea del percorso stradali di oggi!

martedì 19 gennaio 2010

17 gennaio 2010 Broome e visita alla Cable Beach

La notte sul bus passa tranquilla, con solo un'interruzzione quando arriviamo a Derby, c. alle 4 di mattina. Qui scendono e salgono diversi passeggeri, ma noi nel dormiveglia non ce ne accorgiamo nemmeno. Assistiamo poi dai finestrini un bellissimo sorgere del sole su queste sterminate distese, ora qua e la innondate dalle pioggie monsoniche. Ogni tanto incrociamo qualche Rodtrain, questi enormi camion con fino a quattro rimorchi. Nel momento dell'incrocio il bus per lo spostamento d'aria prende uno scossone non indifferente. Poi il nostro bus arriva al terminal dei bus de Brome, ancora quando tutti, a parte gli uccelli, dormono ancora e tutti i ristoranti e negozi sono ancora chiusi. Il tempo è bello e la temperatura è ancora gradevole ma il sole è già cosi forte che cerchiamo di camminare all'ombra. Nel frattempo raggiungiamo il centro, che credevamo più grande, dove troviamo un piccolo ristorante già aperto. Il cappuccino che ci servono non è male, che accompagnato dai biscotti rimasti dal viaggio ci permette di fare una mini-colazione. Poi mentre sono già le 9.00 ci incamminiamo verso il ben rifornito visitor center, dove ci informano sugli alloggi e su quanto si può vedere qui a Broome. La città e famosa per l'allevamento delle perle. All'inizio le perle erano naturali, ma poi dopo il solito saccheggio,quando sembrava che tutto finisse, arrivarono alcuni giapponesi che introdussero con successo, un successo che dura ancora oggi, l'allevamento artificiale delle perle. Purtroppo però per noi in questa stagione le attività turistiche principali, come l'avvistamento delle balene, di alti animali marini, della pesca in mare ecc., causa i pericoli mare, ed in particolare di eventuali cicloni, non sono possibili. Quello che si può fare, ci dicono al visitor center, è shopping e la visita della spiaggia di Cable Beach. Noi andiamo poi a farci una sfacchinata con tutti i bagagli fino al The last Backpacker dove per il prezzo del pernottamento per due nel dormitorio (50AU$) ci danno una camera per due, con servizi in comune. La camera non è male ma è un po tetra con le sole finestre che guardano nel cortile interno dove stanno gli ospiti a guardare le TV e a conversare. Speriamo che non facciano troppo tardi la notte quando vogliamo andare a dormire! In compenso abbiamo la piscina a due passi dalla camera. Oggi è sabato per cui la gran parte dei negozi e ristoranti, o hanno chiuso, o aprono solo alla sera.
Dopo aver fatto un giro di perlustrazione del centro città, ma più che una città direi un paesotto, finiamo in un ristorante dove ci facciamo servire un pranzo a base di pesce e frutti di mare. Il prezzo della birra, in un posto così caldo, è quasi proibitivo, una spinata da 3dl la paghiamo 6 AU$. Ma non solo la birra è cara anche le altre bevande costano in proporzione, per una bottiglia di un litro e mezzo di “acqua naturale” in negozio e all'ostello ci chiedono da 3, 5 a 5 AU$, nel contempo ci stiamo abituando a bere acqua del rubinetto, come fanno gli altri backpackers, se non fosse che puzza cosi tanto di cloro. I Backpackers più esperti ci dicono che a lasciarla una notte nel frigorifero poi non puzza più, sarà ma non credo che così il cloro sparisca. Per di più l'acqua potabile sembra sia acqua marina desalinizzata, la si riesce a berla quando si ha veramente una gran sete, ciò che oggi a Broome non manca con la temperatura a 40 gradi!. Nel pomeriggio, dopo aver visitato alcuni caratteristici negozi di perle, prendiamo il bus per andare a visitare la tanto famosa Cable Beach. Il posto si chiama cosi perché era il punto di arrivo del primo cavo telegrafico che collegava l'Australia all'Indonesia (Giacarta), e da qui al centro del potere coloniale dell'epoca, vedi Londra. Fu questa un'opera ciclopica, solo a pensare che il collegamento attraversava poi paesi come l'India, il Pakistan e l'Afganistan, da un lato ma anche tutta l'Australia per terminare ad Adelaide. Sembra che il collegamento Londra – Adelaide funzionò solo per pochi mesi, era infatti troppo difficile gestire le continue interruzioni sul cosi lungo tracciato. La spiaggia di Cable Beach è oggi un centro turistico per eccellenza, con lussuosi ressots e ville di vacanza. Fa spicco il bel mare con tutte le tonalità di azzurro e la bellissima e fine sabbia gialla., L'attrazione più ricercata e fotogenica è oggi quella dei “camel ride” una specie di carovana di cammelli che portano a spasso i turisti su un percorso della spiaggia. A vederli al primo momento sembra una “fata morgana” che ti si avvicina lentamente. Ci divertiamo a fotografarli con ogni angolazione e condizione di luce. Per fortuna che qui spira un bel vento rinfrescante, altrimenti la temperatura sarebbe insopportabile. A Broome ci dicono che potrebbe superare anche i 50 gradi! Rientrati da Cable Beach andiamo, prima in un Internt-Point a riservare il prossimo percorso con il Geyhound, poi alla ricerca di un negozio per comperarci qualcosa per cena e per il viaggio di domani che sarà molto .. molto lungo! La cena stasera è interamente a base di frutta ,, vedi ananas, mango e melone .. anche e se la frutta non è molto economica da queste parti! Poi a letto presto per essere pronti a partire con il prossimo Greyhound alle 6.30 di domani mattina

venerdì 15 gennaio 2010

15 - 16 gennaio 2010 da Kununurra a Broome

Oggi per esigenze di orario del bus passeremo la giornata a Kununurra, un paesotto di qualche migliaia di abitanti ma importante centro della regione del Kimberley, una delle regioni più selvagge ed impervie dell'Australia. Nella foto il nostro alloggio, il Kimberly Croc di Kununurra. La colazione, per nostra sorpresa, non è compresa, per cui dobbiamo prima fare una capatina al vicino negozio. Qui troviamo addirittura dei cornetti con la marmellata, niente di male se accompagnate da un caffè e latte. Ben rifocillati partiamo poi per fare un giro della zona. Prima visitiamo il ben rifornito “visitor center”, poi andiamo a fare la spesa per il pranzo al sacco, quindi ci incamminiamo verso un vicino lago. Contravvenendo alle regole australiane, con il pranzo, ci beviamo una fresca birra nel parco vicino alla laguna. A parte qualche aborigeno in giro in bicicletta non c'è in giro nessuno, quindi nessun problema! Raggiungiamo dopo il pranzo il lago che si presenta suggestivo, fotogenico e pieno di piante acquatiche e, probabilmente infestato dai coccodrilli, meglio non provare a fare il bagno. Anche oggi fa tremendamente caldo e camminare in giro per cosi lungo tempo stanca moltissimo. Proprio mentre arriva un'acquazzone, di però breve durata, raggiungiamo l'ostello per poi rinfrescarci nella piscina e prepararci per la nuova lunga tappa di stanotte. Gli orari dei Greyhound, che credevamo più flessibili, ci impongono questa volta di viaggiare di notte, ciò che noi volevamo evitare di fare. Peccato perche cosi del paesaggio fra Kununurra e Broome, a parte le prime due ore fino al tramonto del sole, non vedremo niente. La partenza è alle 17.30 e l'arrivo a Broome sarà alle 6.40, poco dopo l'alba.

14 gennaio 2010 da Katherine a Kununurra

Ci alziamo quando la luce esterna ci invade la nostra tenda e malgrado le nostre preoccupazioni abbiamo passato la notte senza il disturbo delle zanzare. La doccia però la facciamo con il disturbo delle zanzare. Poi facciamo i bagagli e ritorniamo al ristorante del visitor center per fare colazione, niente di particolare un pankake ai mirtilli che non sapeva proprio di niente. Per fortuna “capuccino” all'australiana, con il solito errore di scrittura, non è male. Intanto sono le 9.15 e la solerte autista del bus ci chiama per riportarci indietro a Katherine. Il tempo è nuvoloso, ma non piove più. Arrivati a Katherine la prima cosa che facciamo è di visionare il giornale NT-News di oggi sul quale troviamo un'intera pagina con foto sulla nostra avventura a Darwin con la Vicked. Al chiosco facciamo vedere la foto alla cassiera che ci riconosce subito e ci dice, facendoci sorridere, “ma allora voi siete famosi”. Prendiamo il giornale, facciamo un po di spesa poi prenotiamo la prossima tappa in Greyhound, per poi andare in un internet caffè per visionare la posta elettronica e aggiornare il blog. Il proprietario, un aborigeno molto gentile, ci offre un ottimo cappuccino con decorazione sulla schiuma. Questa volta, per la prima volta, da quando siamo in Australia, il collegamento internet è veramente veloce, è solo peccato di avere solo un'ora, il nostro prossimo bus parte a mezzogiorno. Oggi abbiamo una tappa relativamente corta, di 360 Km fino a Kununurra, che qui pronunciano Kananaraa, o qualcosa di simile! Il bus parte puntuale ed il nostro solerte autista ci da subito tutte le spiegazioni su quanto si può e non si può fare sul bus. Ci avverte inoltre che a circa metà percorso ci sarà il confine fra lo stato del Northern Territory e del West Australia e che nessuna frutta o verdura potrà essere portata oltre questo confine, denominato “quarantine border”. Il paesaggio su questo percorso e totalmente piatto, con solo qualche colline e valli nella seconda parte, vedi Gregory e Keep River National Park. Recentemente ha molto piovuto e per questo alcune zone sono allagate e vediamo tanti uccelli alzarsi in volo con l'avvinarsi del bus. Ogni tanto vado davanti per scattare fotografie e l'autista ne approfitta per rompere la monotonia della guida cercando di darmi delle informazioni. Faccio però tremendamente fatica a capire il suo slang nordaustraliano, ma ci capiamo anche a gesti e sorrisi. Prima di arrivare a Kununurra ci saltano all'occhio delle piante enormi con il fusto fatto a bottiglia, qui le chiamano Boab Tree, ma credo che sono dei Baobab africani. Saranno stati importati dall'Africa? A Kununurra veniamo scaricati, con diversi altri passeggeri, alla stazione di servizio della BP. Lo sbalzo di temperatura, dall'aria condizionata del bus (24o) all'esterno (36o) è brutale. Dopo un attimo di adattamento ci incamminiamo verso quello che sembra essere il centro del paese. Sono le 17.30 (ora locale, con stranamente 1 ora e mezza di differenza con l'ora dei Northern Territory; anche questa ci sembra una specialità australiana, quella di avere cambiamenti di fusi orari di anche mezz'ora. Purtroppo il Visitor Center è già chiuso, ma chiedendo in giro, ci indicano che l'ostello Backpacker che cerchiamo è poco lontano. Al Kimberly Backpackers ci danno una camera con tre letti, ma con servizi in comune, al prezzo speciale di 65 invece dei 75AU$. Per quanto ci danno è' lo stesso caro, ma oramai ci siamo abituati che in Australia il livello dei prezzi e come da noi, se non di più. In compenso qui abbiamo un bella piscina e l'aria condizionata, che non usiamo perché non si può regolare e se si fa funzionare sembra di essere in una cella frigorifera. Preferiamo stare al caldo che essere raffreddati domani. A cena andiamo, dopo aver comperato delle birre al “bottle shop”, da Fish&Chips gestito da una coppia di vietnamiti. Le porzioni, consegnate in un cartoccio è veramente abbondante ed il pesce ed i calamari sono ottimi. Per il bere ci siamo già adattati alle regole australiane; se si vuole bere bevande alcooliche nei ristoranti senza la relativa licenza, permettono il BYO, ovverosia “bring your own”, portati il tuo. Andare al ristorante con la tua bottiglia di vino preferito qui è normale, anzi sei invitato a farlo! Al massimo ti fanno pagare qualche $ per i bicchieri. E' però totalmente proibito bere alcool negli spazi pubblici.

13 gennaio 2010 da Darwin a Katherine/Nitmiluk NP

Ancora prima di alzarci sentiamo, come abbiamo sentito tutta la notte, l'acqua a cadere intensamente sul tetto in lamiera dell'ostello. Ci alziamo, facciamo colazione, prepariamo i bagagli che lasciamo all'ostello, per andare puntuali alle 10 da Wicked a ritirare il camper. Quando arriviamo troviamo Ben che ci dice che il camper è ancora in garage, che hanno riparato tutto fino ad un pezzo che non hanno e devono far arrivare da Perth. A questo punto mi sto facendo spiegare quali potrebbero essere i rischi andando lo stesso in viaggio, ma il quel mentre arriva il burbero capo, il quale ci dice subito che ci può lasciar partire solo se è riparato tutto al 100%, ho aspettiamo che arrivi il pezzo da cambiare (3 – 4 giorni) o ci annullano il contratto , senza spese per noi. Senza esitare un momento decidiamo per l'annullamento e per continuare il viaggio con i bus Greyhound. Detto fatto ritorniamo all'ostello a prendere i bagagli, salutare la nostra solerte Judith, e incamminarci verso la stazione dei bus, per fortuna ha terminato di piovere!!
Ancora prima di alzarci sentiamo, come abbiamo sentito tutta la notte, l'acqua a cadere intensamente sul tetto in lamiera dell'ostello. Ci alziamo, facciamo colazione, prepariamo i bagagli che lasciamo all'ostello, per andare puntuali alle 10 da Wicked a ritirare il camper. Quando arriviamo troviamo Ben che ci dice che il camper è ancora in garage, che hanno riparato tutto fino ad un pezzo che non hanno e devono far arrivare da Perth. A questo punto mi sto facendo spiegare quali potrebbero essere i rischi andando lo stesso in viaggio, ma il quel mentre arriva il burbero capo, il quale ci dice subito che ci può lasciar partire solo se è riparato tutto al 100%, ho aspettiamo che arrivi il pezzo da cambiare (3 – 4 giorni) o ci annullano il contratto , senza spese per noi. Senza esitare un momento decidiamo per l'annullamento e per continuare il viaggio con i bus Greyhound. Detto fatto ritorniamo all'ostello a prendere i bagagli e incamminarci verso la stazione dei bus, per fortuna ha terminato di piovere!!

Il bus uscendo dalla città passa proprio in vicinanza del piazzale della Wicked ed abbiamo così l'ultima occasione per vedere la ventina di camper che stanno in giro, chissà come saranno gli altri se il migliore ce ci volevano dare non dovrebbe nemmeno poter circolare! Da una parte ci sarebbe piaciuto percorrere la costa della Werst Australia liberamente con un mezzo proprio, ma dall'altra ci soddisfa il fatto di continuare il viaggio in maniera più ecocompatibile utilizzando i mezzi pubblici. I bus della Greyhound son molto comodi, con tutti i confort e hanno una rete molto fitta che permette di raggiungere quasi ogni luogo del continente australiano. Per biglietto del percorso Darwin – Perth di circa 5'000 km, con la possibilità di fare fino al massimo 10 fermate, paghiamo 530 AU$ a testa. Come prima fermata abbiamo scelto Katherine, dove vogliamo visitare la “Katherine Gorge” nel Parco Nazionale di Nitmiluk. Il percorso da Darwin fino a Katherine, di ca. 350 km sulla Stuart Highway, è tutto piatto ed alquanto monotono, in gran parte costeggia la linea ferroviaria Darwin – Alice Sprins – Port Augusta; la famosa e mitica Ghan che attraversa il continente da nord a sud. Su quasi tutto il viaggio, solo in vicinanza di Katherine ritorna un po di timido sole. Alla stazione, facciamo alcune compere prima di continuare il viaggio ( ca. 30Km) fino al Visitor Center Nimiluk all'entrata della Katherine Gorge. Qui ci attribuiscono una tenda con due letti e ci danno le istruzioni per fare una veloce visita della zona iniziale della gola del fiume Katherine. Come prima cosa notiamo le tante odiate mosche australiane, che conosciamo dal precedente viaggio, Sono estremamente noiose e fastidiose perché ti entrano nelle orecchie, nel naso, dietro le lenti degli occhiali e perfino in bocca, se non la tieni ben chiusa. Per contro all'inizio del cammino verso il fiume incontriamo tre simpatici e curiosi Wallaby, sono un tipo di canguro in formato ridotto. Ci stanno li quasi incantati a guardarci mentre noi li fotografiamo. Sotto una leggera pioggerellina percorriamo i ca 4 km fino al punto di osservazione della gola, notiamo che a causa delle forti precipitazioni degli ultimi giorni il fiume è stracolmo di acqua e la navigazione è interrotta. Mentre già imbrunisce ritorniamo al ristorante del visitor center dove riceviamo una ottima ed abbondante cena. Con noi vi solo solo altri quattro turisti. Oramai siamo nella stagione delle piogge ed i turisti sono pochi. Siamo i soli a pernottare nelle tende del campeggio. Ci ritiriamo poi nella nostra spaziosa tenda dove passeremo una notte tranquilla accompagnati del canto delle cicale e degli uccelli notturni.