Il nostro percorso

mercoledì 17 febbraio 2010

15 febbraio 2010 da Rotorua ad Auckland

Alzati presto fatto colazione e andati subito a prendere i biglietti del viaggio in bus fino a Auckland con l'Intercity. Lo sportello apre alle 8.00 e il nostro bus parte già alle 8.30. Senza problemi riceviamo i biglietti e facciamo in tempo a prendere il bus che oggi è guidato da un'autista Maori.
Il tempo oggi è brutto, ogni tanto piove e la temperatura è calata di diversi gradi. Passiamo per Hamilton, Pakura e la periferia di Auckland, arriviamo alla stazione dei bus alle 13.30 circa. Per prima cosa prendiamo un caffè per riprenderci dal viaggio, poi ci mettiamo alla ricerca di un alloggio, possibilmente nella zona centrale. Lo troviamo al “Base X” dove riceviamo una camera al settimo piano, tranquilla e con l'aria condizionata. Purtroppo però l'aria condizionata trasforma la camera in una cella frigorifera, e per di più non si possono aprire nemmeno le finestre. A qualcuno può piacere anche cosi, ma per noi la temperatura è troppo bassa. Del problema ce ne accorgeremo solo la notte quando per dormire dobbiamo metterci le doppie coperte, mentre fuori ci saranno 24 – 25 gradi.
Usciamo poi a fare il primo giro di perlustrazione. Rimaniamo sorpresi di trovare tutto cosi ordinato e vedere in giro così tanti visi asiatici. La nostra prima impressione verrà poi confermata in seguito; Auckland è senza ombra di dubbio la città più asiatica dell'Oceania. Dappertutto vi sono in gran numero ristoranti cinesi, sushi bar giapponesi e ristoranti indiani, malesi, thai ed indonesiani. Non saprei dove trovare un ristorante con cucina neozelandese. I meglio rappresentati sono sicuramente i giapponesi per cui il nostro primo lunch lo gustiamo in un ottimo Sushi Bar vicino alla Queen Street. Facciamo poi una visita in un'agenzia turistica, dove una gentile giovane italiana all'ufficio della STA, ci da delle buone informazioni su come continuare il viaggio verso l'America del sud passando per le isole del Pacifico. Apprendiamo che purtroppo che non esistono praticamente voli fra i vari gruppi di isole (Fiji, Samoa, Tonga, Tahiti ecc. La ricerca di un percorso ottimale per noi ed il nostro budget diventa cosi abbastanza critico. Per terminare la giornata facciamo poi un giro fra le librerie e gli Internet caffè per approfondire le possibilità di continuare il nostro viaggio.

14 febbraio a Roturoa e la zona geotermale

Facciamo colazione all'ostello dove apprendiamo della vincita della prima medaglia d'oro olimpica da parte di Simon Amman nella disciplina del salto con gli sci, alle olimpiadi di Vancouver. La notizia ci viene data da un giapponese un po deluso della prestazione dei suoi connazionali nella stessa competizione. Il primo giapponese é arrivato purtroppo al quarto posto! Dopo la colazione attendiamo per lungo tempo l'arrivo del bus che ci dovrebbe portare alle due escursioni riservate ieri. La tipa del bus se la prende abbastanza comodamente, irritando vari passeggeri, nel giro degli alberghi per prendere i passeggeri. Dopo un trentina di km verso Taupo giungiamo all'entrata del parco di “Wai o tapu”, da dove inizia la nostra giornata geotermica neozelandese. Qui siamo in una delle zone geologicamente più attive della terra! Già da come avevamo visto ieri, nella zona si vedono diverse colonne di vapore uscire qua e la dal terreno. Nella regione fra Taupo e Routoroa sono ben visibili gli effetti dell'esplosione del vulcano Tarawera del 1886. Questo evento sconvolse totalmente la regione, facendo sparire le bellissime terrazze calcaree, allora conosciute come l'ottava bellezza del mondo e creando dei nuovi crateri e laghi vulcanici che possiamo ammirare oggi. Quanto si può ammirare qui è solo uno
dei tanti “punti caldi” della zona geologica chiamata “the Pacific ring of fire” che comprende l'Indonesia, la Micronesia e la Nuova Zelanda. Anche la capitale Auckland, costruita su 42 coni di vulcani, si trova su questa pericolosa zona sismica. Il giro del parco “Wai o tapu” inizia con l'obbligatoria attesa della eruzione del geyser “Lady Knox, che ogni mattina alle 10.15 viene “attivato manualmente” diventa attivo e “sprizza” acqua bollente fino a 20 metri di altezza. Lo spettacolo dura solo una quindicina di minuti ma da subito un'idea di quanto sia attiva la terra sotto i nostri piedi, Tutt'attorno si sente un penetrante odore di zolfo simile a quello delle più note uova marce. Noi facciamo l'intero percorso pedestre e visitiamo così tutte le attrazioni del parco che vanno dalle fumarole ai laghi fumanti, alle pozze ribollenti, ai vari laghi colorati. Quello che ci impressiona di più è il “devil lacke” di un colore verde giallognolo eccezionale. Rimaniamo per diversi minuti a bocca aperta ad ammirare una simile bellezza della natura, Purtroppo la memoria della macchina fotografica comincia ad avere problemi di spazio, tante sono le foto che continuiamo a scattare!. Rientrati al “visitor centre” ci facciamo trasportare con il bus al secondo parco, quello di “Waimangu”, una ventina di km in direzione di Roturoa. Questo parco, a differenza di quello visitato stamattina, è più vasto e di conseguenza meno frequentato. Il percorso a piedi è di circa sei km con però il vantaggio di poter fare il viaggio di ritorno in bus. Sul percorso vediamo altri segni evidenti delle attività termiche della regione. Il più notevole è l' “Inferno Crater”, con all'interno di un cratere un lago di un magnifico colore azzurro-turchese. Noi continuiamo il cammino fino alla fine del percorso, al lago Rotomahana, per poi ritornare all'entrata del parco in bus; e da qui al al nostro ostello. Non avendo ancora abbastanza della già intensa giornata andiamo poi a visitare museo civico di Roturoa. Ceniamo poi con fish & chips dal Take away vicino al nostro ostello accompagnati da due birre comperate dal negozio cinese, l'unico ancora aperto a questa ora.

sabato 13 febbraio 2010

13 febbraio 2010 da Taupo a Rotorua

Ci alziamo presto e facciamo colazione all'ostello con quanto comperato ieri sera, poi prendiamo i bagagli per ritornare alla stazione dei bus. Il viaggio di oggi sarà breve, solo 70km fino a Rotouroa. Il bus parte subito dopo aver preso i biglietti. Oggi il tempo è bello e la temperatura finalmente gradevole. Il percorso segue una valle termicamente attiva e lo si vede dalle varie nuvolette di vapore che si vedono uscire ogni tanto dal terreno. Appena dopo l'uscita di di Taupo passiamo vicino ad una grande centrale elettrica geotermica con il camino che lascia uscire una bella e lunga nuvola di vapore. In questa regione viene prodotto il 15% dell'energia elettrica neozelandese e tutta è di origine geotermica. Unico neo sono le tante linee ad alta tensione che perturbano il paesaggio. Arriviamo verso mezzogiorno alla stazione dei bus Intercity di Rotoura; qui veniamo accolti da un gruppo di Maori che danzano per salutare i turisti appena arrivati. La ricerca di un alloggio è oggi molto breve, troviamo Rotoura Central Backpackers, con ambiente accogliente, tranquillo e ben curato. Abbiamo perfino una piccola piscina con acqua termale a 35 gradi. Facciamo poi un giro a piedi sul bel lungolago, dove vediamo tanti cigni neri e due idrovolanti “posteggiati” sul lago e ne vediamo uno planare sull'acqua a pochi metri di distanza. Andiamo poi a fare una visita al grande parco pubblico con l'attraente costruzione in legno del museo comunale. Ritornati all'ostello e ricevute le necessarie informazioni prenotiamo i tour di domani. Le offerte di attività e tours sono notevoli e confuse, per cui nell'incertezza decidiamo di visitare ambedue le attrazioni geotermiche che vengono proposte, il parco termale di “Wai o Tapu” e quello di “Waimangu”. Avremo cosi la possibilità di fare un confronto, inoltre l 'offerta in duopack ci permette di risparmiare qualche dollaro. Facciamo poi la spesa al vicino supermercato per poi mangiare nell'accogliente cucina esterna dell'ostello. Ottimo anche il vino rosso (Cabarnet Sauvignon) neozelandese che accompagna la nostra cena. Qui la sera, essendo in estate, e abbastanza al sud dura, prima di diventare proprio oscuro, fino alla 10 circa. Ne approfitto per navigare in internet e aggiornare le foto sul mio Blog.

12 febbraio 2010 da Wellington a Taupo

Appena svegliati con la prima luce dell'alba lasciamoil nostro ostello Rosemmere, in punta di piedi, cercando di non disturbare le ragazze del dormitorio. Facciamo velocemente colazione, prendiamo poi i bagagli e ci incamminiamo verso la stazione centrale. Ieri sera nell'andare all'ostello incontravamo quelli che dal lavoro andavano verso la stazione per andare a casa, stamattina li incontriamo ancora ma ora camminano nel senso inverso per andare al lavoro. Non ci sembra però di vedere tante facce contente. Qualcuno gira già stressato con il bicchiere di caffè in mano e beve intanto che cammina!
Alla stazione acquistiamo subito il biglietto per il bus verso Taupo. Il cinese allo sportello fa tutto di fretta per fare in modo che possiamo prendere il bus che parte fra 20 minuti, Poi puntuale il bus della Newman parte verso il nord. Il tempo è variabile,ogni tanto splende un tenue sole, poi si mette a piovere, ma infine all'arrivo a Taupo ritorna il bello e la temperatura gradevole. Durante il tragitto passiamo attraverso il parco nazionale di Tongariro da dove vediamo il maestoso vulcano Ruhapehu che con i suoi 2800m è la montagna più elevata dell'isola del nord. Il vulcano è famoso per essere uno di quelli “addormentati”,, l'ultima eruzione è stata nel 1995 e ha preoccupato non poco la popolazione locale. Arriviamo a Taupo alle 15.40 con con 15 minuti di ritardo, causati principalmente dai tanti lavori in corso. Cerchiamo alloggio all'ostello della YHA, ma tutto è occupato; lo troviamo poi sulla strada di fronte, al “Silver Farn Flash Packer”, un Motel con camere doppie e servizi privati per il prezzo speciale di 90 NZ$. Usciamo subito a visitare il paese, il bel lungolago e fare la spesa per la colazione. Cenato al ristorante-birreria Finn a base di fish & chips buona birra locale. Al rientro facciamo tappa in un vicino supermercato per comperare quanto necessario per la colazione ed il pranzo di domani.

11 febbraio 2010 da Christchurch a Wellington in treno

Alzati alle 6 per prendere il shuttle bus fino alla stazione. Fatto il chech-in come sugli aerei. Il treno è pieno, ma per fortuna i posti sono numerati e non c^è nessuna lotta per avere i posti migliori. Il tempo è inizialmente coperto e fresco ma poi, quando raggiungiamo la costa, arriva il sole e cosi ci possiamo addirittura togliere i vestiti caldi che avevamo dovuto metterci a Christchurch. I vagoni panoramici causano tanti riflessi e non ci permettono quasi scattare fotografie. Mentre siamo indaffarati a fare acrobazie per cercare la posizione migliore per fare foto senza disturbi esterni una vicina di posto ci dice che c'è un vagone aperto per chi vuole fotografare. Passeremo poi quasi tutto il tempo del viaggio su questo vagone a scattare foto del bellissimo e variato paesaggio che vediamo durante il viaggio. Prima per lungo tempo costeggiamo il mare poi ci addentriamo verso l'interno e attraversiamo enormi distese coltivate a vigna e a frutta stagionale.
Arrivati a Picton dobbiamo scendere dal treno per prendere il traghetto per poi attraversare il canale di Cook ed arrivare a Wellington.. Sul traghetto abbiamo conosciuta una signora che ci dice essere una Lololi, discendente da una famiglia ticinese arrivata prima in Australia con la corsa all'oro e poi in Nuova Zelanda. Oramai è da diverse generazioni neozelandese e non ha mai avuto contatti con la famiglia di origine. Dopo una bellissima e pittoresca attraversato, scendiamo dall'enorme traghetto di 9 piani per farci portare con il shuttle bus fino alla stazione centrale di Wellington. Poi via a piedi alla ricerca di un ostello. Terminiamo la ricerca nel Rosemare Backpacker, in uno stabile di legno già un po decadente. Purtroppo non hanno più camere doppie per cui finiamo in un dormitorio a 6 con 4 giovani ragazze. Nella camera non riusciamo quasi ad entrare per il grande casino di cose sparse in giro sul pavimento! Oramai siamo qui e siamo anche stanchi per aver trascinato i bagagli per gli ultimi 200m in forte pendenza, per cui decidiamo di adeguarci e rimanere. Come città Wellington non presenta niente di particolare ed il centro è altamente inquinato e puzzolente, specialmente per gli scarichi dei bus. Circolano anche dei filobus, ma la maggior parte sono dei tradizionali bus a diesel senza alcun filtro, dato che si vedono uscire delle belle fumate nere dagli scappamenti. Anche il clima non è migliore di Christchurch, anzi con l'umidità ed il vento che tira continuamente ci fa star bene solo con addosso i vestiti caldi. Avremmo voluto rimanere Wellington un paio di giorni per visitarla meglio, ma dopo il primo paio di ore decidiamo di partire domani mattina al più presto verso il nord. Cenato poi in un ristorante tipico neozelandese con una mezza pinta di buona birra locale. Oggi abbiamo appreso della triste notizia della morte delle cognata Paoline che avevamo visitato la settimana scorsa a Melbourne.