Il nostro percorso

mercoledì 10 febbraio 2010

8 - 10 febbraio 2010 a Christchurch

Primo giorno
Ci alziamo che sono già le 9.30 ed abbiamo subito un problema con la ricezione, dato che il check-out deve essere fatto prima delle 10.00. La nostra camera era già stata concessa ad un nuovo arrivato, ma dopo qualche minuto, quando avevamo già iniziato a fare i bagagli veniamo informati che possiamo rimanere nella medesima camera. Usciamo quindi a fare colazione al Kaffehaus appena davanti all'ostello. E' di ispirazione tedesca ed i “gipfel” che riceviamo sono quasi come i nostri. Facciamo poi un primo giro di ricognizione per cercare un posto dove posso finalmente aggiornare il mio Blog. Purtroppo anche qui in Nuova Zelanda Internet è quasi dappertutto a pagamento, ed i costi sono tra i 4 e 5 NZ$ all'ora. In un sandwich-bar del centro trovo un collegamento wireless non protetto che funziona abbastanza bene. Riesco qui ad aggiornarmi con la posta elettronica e a liquidare diverse pendenze amministrative e finanziarie.
Giro per i centro, cattedrale tutto in stile inglese. Fatto poi un giro con il bus gratuito. Cercato di comperare dei fish & chips da un “take away” vicino all'ostello, ma niente da fare è già chiuso. Finiamo poi in un ristorante giapponese, dove ci facciamo dare dei fish & chips, alla loro maniera, che mangeremo all'ostello accompagnati da un buon chardonney neozelandese.

Secondo giorno
Fatto tour con la Black Cat a Lyttelton, visto i delfini Hector's, conosciuti per essere la specie di delfini più piccoli al mondo, possono raggiungere la lunghezza massima di 1.4m ed il peso di 50kg. Hanno ricevuto questo nome in onore dello scozzese Sir James Hector, che fu il primo direttore del museo della Nuova Zelanda. Tutto mi sembra molto perverso dato che i Maori già li conoscevano con il nome di Tutumairekurai. Purtroppo,forse per la scarsità di alimenti sta diventando raro e fa parte delle specie in pericolo di estinzione. A bordo con noi sulla Black Cat vi sono anche diverse famiglie cinesi e giapponesi con bambini che si divertono a cercare i delfini fra le onde del mare. Già nella parte interna del porto vediamo da vicino diversi delfini che si divertono a passare sotto l'imbarcazione per riapparire dall'altra parte quasi cercando di giocare con i passeggeri. La crociera segue tutta la lunga costa fino all'uscita in mare aperto, attraversa l'imboccatura del fiordo per poi ritornare dall'altro lato. Lungo il percorso vediamo altri delfini in una piccola baia appartata, diverse colonie di uccelli marini, un vecchio porto di pescatori di balene e un paesaggio particolarmente variato di forme colori. Terminata la crociera il bus ci porta alla fermata della funivia, che qui chiamano gondola, Dalla gondola e dalla fermata a monte godiamo una splendida vista da una parte su Chrischurch ed i dintorni e dall'altra verso la baia dii Littelton dove avevamo appena fatta la crociera. Rientriamo poi con il bus pubblico fino in centro per poi andare subito a comperare i fish & chips dal negozio accanto all'ostello. Le porzioni che riceviamo sono gigantesche; sarà perché facendo l'ordinazione abbiamo scoperto che i gestori sono una copia di ex italiana lui dall'Istria e lei da Udine.
Poi verso le 20.30 arriva all'ostello Yvonne, una ex compagna di scuola di Maggie che non vede da 40 anni e che da ben 27 anni è emigrata in Nuova Zelanda. Rimaniamo con lei fino a tarda notte raccontandoci vicendevolmente le storie delle nostre vite dei figli ecc. Lei oramai è diventata neozelandese, e non vorrebbe più ritornare, anche uno dei due figli vive in Svizzera e lei vive ora separata dal marito neozelandese.
Terzo giorno
Oggi ci alziamo e costatiamo subito ce le previsioni del tempo sono azzeccate, il tempo brutto, freddo (massimo 17 gradi) e piovigginoso. Non c resta che organizzare una giornata tranquilla senza troppi spostarsi dal comodo ostello. Il giorno è quindi dedicato all'organizzazione delle prossime tappe del viaggio, all'aggiornamento del Blog, delle fotografie e delle varie faccende amministrative pendenti. Andiamo subito a fare colazione dove ieri avevamo trovato un collegamento wireless aprto e funzionante. Riesco cosi, anche se con un po di fatica, ad aggiornare le fotografie sul blog. Ma poi verso le 15 del pomeriggio ecco che Internet si blocca e quando cerco di riconnettermi mi chiede l'identificazione e la password. I maledetti mi han no scoperto e chiuso il rubinetto e la mia navigazione gratuita è terminata! Maggie nel frattempo è in giro con l'ombrellino a visita il parco e il giardino botanico. Passiamo poi all'ostello per prenotare il viaggio di domani fino a Wellington. Viste anche le previsioni atmosferiche, che per il sud, non promettono molto di buono, decidiamo di andare il più veloce possibile verso nord. Per domani abbiamo prenotato il viaggio in treno, l'intercostal chhe include anche il passaggio in ferry fra le due isole. A cena andiamo al ristorante indiano, vicino alla cattedrale, il “Tandoori Palace” dove accompagnato con un buon Cabarnet neozelandese mangiamo un ottimo pesce (Maggie) e pecora al curry.

7 febbraio 2010 da Melbourne a Christchurch (NZ)

Fatto colazione all'ostello e poi preparato i bagagli in modo da poter fare il check-in il più leggeri possibili. Andati poi a piedi con i bagagli fino alla stazione dei bus. Oggi il tempo è bello ma la temperatura è moderata per cui non si fa fatica a spostarci. Poi è domenica e non c'è in giro ancora tanta gente. Il shuttle-bus per l'aeroporto parte alle 11.15 e arriviamo all'aeroporto a circa mezzogiorno. Al check-in iniziano però i soliti problemi con le compagnie aeree. Per lasciarci imbarcare vogliono che abbiamo il biglietto per il volo di uscita dalla Nuova Zelanda (onboard ticket), che noi naturalmente non abbiamo. Dopo un tiritera con l'addetta al check-in arriviamo alla conclusione che dobbiamo fare come avevamo fatto a Milano per l'Indonesia, comperare un volo di uscita, rimborsabile, che annulleremo facendoci imborsare i soldi. Detto fatto, allo sportello di vendita della Virgin blu in pochi minuti ci vendono un “refundable Ticket” per un volo da Aucland a Sydney. Cosi perderemo solo i 30$ per l'annullamento del volo. Poi con il biglietto in mano ritorniamo a completare il check-in. Tutto poi procede correttamente e possiamo procedere per l'imbarco. I voli saranno senza pasti per cui andiamo prima a mangiare in un ristorante dell'aeroporto e poi e a comperare delle piccole cose per il rifornimento. Alle 14.20 con qualche minuto di ritardo inizia il nostro volo verso la Nuova Zelanda, con una tappa intermedia e cambio di aereo a Sydney. A Sydney dobbiamo spostarci in bus dal “domestic airport” a quello internazionale, sono però solo pochi km. Da passiamo le ca. 3 ore di attesa, cercando di riservare tramite internet un'ostello a Christchurch, e a cenere con sushi da un ristorante giapponese. Alle 18.55 con alcuni minuti di anticipo, per i quali il capitano si autocongratula, il nostro viaggio continua con il volo DJ 98 della Pacific Blue. Il tempo qui a Sydney è piovoso ed il decollo è un po turbolento, ma passati i vari strati di nuvole ci si presenta l'inizio di un bellissimo tramonto con un cambiamento continuo del colore delle nuvole sotto di noi. Intanto il captano continua a far sorridere i passeggeri con le suoi messaggi e le sue battute umoristiche. Dopo 3 ore di volo arriviamo poco prima di mezzanotte, ma con due ore di più per il fuso orario, a Christchurch. Le operazioni di sbarco, controllo passaporti e bagagli procedono senza intoppi. Qui in NZ per la paura di compromettere la biodiversità, proibiscono di portare con se qualsiasi prodotto agricolo, vegetale, animale ecc. ecc.. La lista da compilare è lunghissima e la compilazione e complicata al punto che, certe domande, bisogna leggerle varie volte per sapere se rispondere si o no. La nostra concentrazione a questo orario è inoltre ridotta, per cui veniamo richiamati ironicamente dall'addetta ai controlli per aver sbagliato una risposta! E inoltre la prima volta che vedo far passare ai raggi X tutti bagagli, anche quelli appena ritirati all'aeroporto. Passati tutti controlli, preleviamo i primi $ neozelandesi dal bankomat per poi prendere il shuttle bus che ci porta fino al Central Backpackers della YHA. All'una e mezza di mattino suoniamo il campanello per svegliare la povera ricezionista che ci le chiavi della nostra camera, riservata online all'aeroporto di Sydney.

1 - 6 febbraio 2010 a Melbourne

Primo giorno
Arrivo alla Southern Cross Station, alle 6.45. Preso caffè al Gloria Jean's appena fuori la stazione, per mia sorpresa Internet funziona alla grande (finalmente!) ed è gratuito; era quello che mi aspettavo dall'Australia, ma finora non era mai capitato. Dai giornali apprendiamo che Federer è diventato il King of the Australian Open, vincendo la finale con Andy Murray ieri sera intanto che noi eravamo in viaggio. Check-in all'ostello più vicino, il Nomad “All Nations Backpackers”, sembra un po tetro e rumoroso, ma sapere dove abbiamo la camera dobbiamo attendere fino alla 13 per cui andiamo a fare un giro della zona. Seguiamo la Flinders Street per arrivare alla stazione principale dei treni, che riconosciamo dal viaggio precedente in Australia. Passiamo poi al ben organizzato e funzionale “visitor centre” per raccogliere info e mappe di Melbourne. Dappertutto si vedono ancora i manifesti ed i segni dell'Australian Open di tennis appena terminato ieri. Malgrado la temperatura stamattina era alquanto inferiore a quella che eravamo abituati in Australia finora il tempo è bellissimo ed il sole comincia a scaldare per bene. Intanto Maggie è in contatto con il fratello Peter per sapere come visitare sua moglie, la cognata Pauline, che si trova all'ospedale per una recente operazione ai polmoni dopo avere già subito, nei mesi precedenti, delle pesanti cure per guarire un tumore riscontrato solo otto mesi fa. Le sue condizioni non promettono bene, per cui siamo tutti molto preoccupati. Dopo aver preso possesso della camera, purtroppo con finestra sulla rumorosa Flinders Street, prendiamo il tram per andare al Cambrini Hospital per visitare Pauline. Appena arrivati incontriamo e abbracciamo Peter che ci informa sulla situazione prima di andare nella camera e salutare Pauline. Causa l'operazione appena avuta ai polmoni fa fatica a respirare per cui cerchiamo di fare in modo che non debba parlare troppo. Rimaniamo con lei e Peter per circa un'ora, poi usciamo a fare un giro dei dintorni, mentre Peter e Paoline cenano assieme nella camera. Noi in seguito andiamo con l'auto di Peter a casa dell'amica Lady Dy e sua sorella Jan che ci hanno invitati a cena. Passiamo una bella serata con una ottima cena e lunghe discussioni. Poi le due dame che ci hanno ospitato ci portano in auto, ca 20 minuti di viaggio, fino al nostro alloggio in cento città. Qui dobbiamo, purtroppo costatare, che oltre al rumore del traffico e del tram, davanti la nostra camera vi sono anche dei rumorosi lavori stradali in corso ... la notte stavolta non promette bene!!
Secondo giorno
Come avevo sospettato stanotte, con i vari rumori e disturbi esterni, non sono riuscito a dormire molto. Con mille interruzioni avrò dormito 3 o 4 ore, per cui la prima decisione e di cambiare alloggio, dato che otre al problema della tranquillità, anche le condizioni igieniche- sanitarie, non sono per niente soddisfacenti. Dopo aver fatto la colazione ed il check-out prendiamo tutto e ci mettiamo alla ricerca di un nuovo alloggio, che troviamo a poche centinaia di metri. E' il Greenhose Backpackers. Usato Internet per varie ore poi l'alimentatore del mio LapTop, quello che avevo acquistato a Bali va in corto lanciando una bella fiammata e lasciando un odore acre di bruciato. Credo che sia solo una questione di contatti, ma quando lo apro, per cercare di ripararlo, vedo che all'interno è nero con alcune componenti letteralmente carbonizzate. Oramai capisco subito che c'è poco da riparare. Dovrò mettermi alla ricerca di uno nuovo. Usciamo poi dall'ostello per prender il tram gratuito (Circle Tram) per fare un giro di ricognizione della città e visitare il mercato centrale “Queen Victoria Market”. Purtroppo appena arriviamo dobbiamo constatare che il mercato ha appena chiuso, e tutti stanno sgomberando le mercanzie dai loro stand. Giriamo un po per vedere di riuscire a trovare almeno qualcosa da mangiare, ma niente dobbiamo ripiegare su un ristorantino cinese vicino a Chinatown. Qui, con poca spesa riceviamo degli ottimi e freschi “dumplings”, una specie di ravioli cinesi. Poi prendiamo il tram n. 5 per andare a visitare Paoline all'ospedale. Anche oggi la situazione è la stessa, anzi sembra sia più stanca e debole di ieri. Al rientro ceniamo in un ottimo ristorante indiano vicino alla Flinders Station La temperatura nelle camera è un po bassa e non abbiamo finestre verso l'esterno, ma cosi possiamo almeno dormire senza disturbi della strada come l'altra notte.
Terzo giorno
Colazione all'ostello. La cucina qui a differenza di altri ostelli è pulita e ben curata.
Siapmo poi subito partiti con il tram gratuito a visitare la città e cercare informazioni su come proseguire il viaggio verso la Nuova Zelanda ed il Pacifico ..Preso il Circle Tram per fare il giro del centro. Ma dopo poche fermate la il motore non vuole più partire. Ci mettono mano in diversi ma niente da fare, noi quindi scendiamo ed andiamo a visitare i vicini Doclands. Il nuovo e moderno settore commerciale del vecchio porto di Melbourne. Poi partiamo a piedi verso King Street per cercare l'ufficio della LAN Chile, ma all'indirizzo dove dovrebbe esserci ci dicono che hanno chiuso, e che l'unico ufficio è a Sydney. Peccato perché avremmo voluto conoscere le loro rotte verso Tahiti, l'isola di Pasqua ed il Cile. Passiamo poi alla ricerca dell'alimentatore per il LapTop che troviamo, dopo aver fatto passare diversi negozi, in un negozio di “second hand computer”. Trovato e comperato una estremamente piccolo e leggero. Il controsenso è che pesano di più i cavi che l'alimentatore. Avrò cosi meno peso da portarmi addietro.
Abbiamo poi visitato Chinatown e siamo rimasti meravigliati di trovare cosi tanti negozi e ristoranti giapponesi; invece di China dovrebbe ora chiamarla Japantown. Nelle zona abbiamo poi scoperto un negozio ALDI, si anche in Australia è arrivata l'Aldi. Entrati per curiosità ma poi visto che i prezzi sono molto più convenienti dei negozi australiani; addirittura la frutta australiana costa di meno da Aldi! Fatto spesa per una cena a base di frutta; mango, ananas e banane. Nel tardo pomeriggio inizia una leggera pioggia. Cercato poi su internet prima di andare a riposare come continuare il viaggio. Riservato online il volo con Virgin Blue fino a Christchurch in Nuova Zelanda per un prezzo conveniente di 250 AU$ a persona..
Cenato poi al medesimo ristorante indiano dell'altro ieri (rist. Flora vicino alla Flinders Station). Preso un Dosa Masala , che non conoscevamo e abbiamo visto prendere da altri. Si tratta di un specie di grande piadina ripiena di verdura e patate.

Quarto giorno
Ci alziamo tardi e facciamo colazione all'ostello, arriviamo in ritardo ma il simpatico francese della ricezione ci concede lo stesso dei toast e il caffè. L'ambiente all'ostello è in generale un po caotico, ma funzionale e conviviale. Nella cucina ognuno fa qualcosa per conto proprio e poi lasciano in giro le stoviglie invece di lavarle e riporle al proprio posto. Per fortuna che ogni tanto c'è qualche volontario che lava e sistema tutto. Oggi il tempo è nuvoloso, e le previsioni danno 21 gradi con pericolo di pioggia nel pomeriggio. Io passo la mattina scaricando e salvando le foto scattate finora i modo di salvarle e lasciare una copia di sicurezza a Peter. Pranziamo poi al sacco all'ostello prima di prendere il tram ed andare a visitare Paoline. All'ospedale conosciamo il fratello di Paoline, Robert e che con la moglie Maria sono arrivati stanotte a visitare Paoline. A nostra sorpresa incontriamo poi anche Ladi Di e Jan. Oggi Paoline è stanca e fa fatica a parlare; forse è anche lo strss di avere così tante visite tutte assieme.. Andati poi a visitare il quartiere della vecchia città portuale di St. Kilda per poi ritornare ed andare a cena con Robert e Maria in un ottimo ristorante asiatico nel quartiere vicino all'ospedale. Rientriamo poi all'ostello con il tram, mentre sono già le 11.30.
Quinto giorno
Facciamo colazione già alle 7.15, oggi all'incontrario di ieri eravamo i primi e abbiamo dovuto togliere noi le sedie dai tavoli. Verificato le condizioni di trasporto dei bagagli per il volo di domani. Contrariamente alle nostre preoccupazioni possiamo portare con noi fino a 20 kg di bagaglio per persona più una borsa a mano di 7 kg. Oggi finalmente il tempo bello ed è ritornato il caldo dei giorni scorsi. Visitato il Victoria Market, dove ci accolgono all'entrata un gruppo di musicisti messico-sudamercani che tengono in allegria i visitatori del mercato. Nel mercato della frutta comperato un mango, delle banane, un melone e ciliegione della Tasmania; per poi mangiarle per pranzo. Le ciliegie sono talmente belle che ne prendiamo un kg per portare anche a Paoline all'ospedale. Oggi le facciamo l'ultima visita prima di continuare il nostro viaggio verso la Nuova Zelanda. La troviamo molto stanca, presumibilmente a causa dei medicamenti che ha ricevuto dopo l'operazione ai polmoni. Visto ce oggi avrà ancora diverse visite e per non affaticarla troppo rimaniamo poco tempo, ci congediamo da lei e da Peter consapevoli che la condizione è molto difficile. Noi riprendiamo poi il tram per ritornare a fare una visita a St. Kilda, prendere una buona fetta di torta per merenda, fare una visita al molo e alla vicina spiaggia. Oggi il tempo è belle seppure un po ventoso essendo anche sabato, è pieno di gente. Da qui prendiamo il tram 96 per rientrare verso il centro ed andare a visitare il grattacielo Eureka, di 300 metri di altezza e recentemente costruito. Per salire con il lift paghiamo 15 AU$, un po tanti, ma lo spettacolo che ci si presenta davanti è maestoso. Da qui, con il magnifico tempo di oggi, si vede tutta la città, e lo spettacolo del tramonto è indimenticabile. Poi, stanchi del girare, rientriamo all'ostello dove ceniamo con gli ultimi resti, prepariamo i bagagli per domani ed andiamo a riposarci per essere in forma per la lunga giornata di spostamento di domani. L'arrivo a Christchurch è previsto per la mezzanotte, per cui abbiamo già riservato anche l'ostello per non dover dormire all'aeroporto.

domenica 31 gennaio 2010

30 - 31 gennaio 2010 a Adelaide

Primo giorno
Arrivati alla stazione di Adelaide con l' Indian Pacific alle 6.45 salutiamo la nostra gentile hostess e i nostri vicini di cabina, e ricuperati i bagagli andiamo a fare colazione alla stazione. La temperatura, per nostra sorpresa, è leggermente fresca stamattina presto, saranno al massimo 15 - 16 gradi. Poi prendiamo un taxi, che per noi due costa meno dello shuttle bus, e per di più ci porta direttamente all'ostello della YHA in centro ad Adelaide. Qui riceviamo, per una solo notte con due posti in un dormitorio che condividiamo con un cinese ed un australiano appena arrivato da Hong Kong. Non hanno nessuna camera doppia, e per domani a meno che qualcuno annulli la prenotazione, è tutto completo. Dopo il check-in usciamo a fare un lungo giro di perlustrazione della parte commerciale della città. Adelaide la conosciamo essendoci stati nel precedente viaggio del 2002. Non sembra per niente cambiata molto, e presenta ancora quell'ambiente e stile coloniale inglese. Inoltre sembra essere tutto lento e tranquillo, anche se qualche business-man in cravatta si affretta ad andare in uffici, nessuno stress però perché sono già le nove! di mattina, mentre per le strade si vede in giro ancora qualche “relitto” della vita notturna della notte precedente. Poi mentre ci stiamo per sistemare in un bistrò per bere un caffè, arriva a Maggie un SMS allarmante da parte del fratello Peter. Sono purtroppo brutte notizie riguardanti la cognata Paoline che ha dovuto essere di nuovo operata urgentemente alcuni giorni fa. Quando noi eravamo in treno e non potevamo ricevere SMS. Maggie è preoccupata per cui decidiamo di procedere appena possibile per Melbourne. Facciamo poi una visita di ChinaTown, che con il grande mercato centrale è il punto di attrazione più importante per gli affamati. Per iniziare pranziamo a forfait in un Restaurant-Stall con un mix di cinese ed indiano, prezzi modici, grande scelta e ottima qualità. Mi dico sempre, che gli australiani sono fortunati che vi sono cosi tanti ristoranti asiatici, altrimenti dovrebbero mangiare come gli inglesi!! Prima di lasciare il mercato ci facciamo una buona scorta di frutta (mango, melone, banane ed ananas) per la cena all'ostello.




Secondo giorno
Ci alziamo alle 7 e chiediamo subito se possiamo rimanere all'ostello, ma purtroppo la risposta è negativa. Per cui non ci rimane che preparare i bagagli e cercare un altro alloggio, che per fortuna troviamo a non meno di 50m sulla stessa strada. Si tratta del Shakespire Backpacker (che fantasia con il nome!). Qui abbiamo per lo stesso prezzo una camera doppia tutta per noi. Fatto il trasloco usciamo per andare a colazione al Central Market, ristorante Lucia. Riceviamo un buon caffè italiano e della e pasticceria che abbiamo comperata al mercato. Prenotiamo poi subito il viaggio di domani con Greyhound per Melbourne. Leggendo le è-mail vediamo che, Beat Heim, il ciclista che avevamo incontrato ad Hanoi in Vietnam, e ha continuato il suo pazzesco peregrinare in bicicletta dal Vietnam fino in Australia si trova ora Melbourne dopo essere stato in Tasmania. Cerco di contattarlo per magari incontrarlo, ma la risposta che riceverò è che quando noi arriviamo a Melbourne lui è appena partito per Sydney. Peccato sarebbe stato eccezionale incontralo dopo un anno. Riprendiamo poi, sotto il sole cocente, oggi sono ritornati i 30 – 35 gradi dei giorni precedenti, il giro per il centro città. Pranziamo al Daniel's Restaurant sulla Rundle Street. Visitiamo poi il parco botanico sulla Nord Terace, lungo fiume Torrent. Qui vediamo per la prima i cigni neri. Rientriamo poi a piedi stanchissimi, all'ostello dove ceniamo con quanto abbiamo ancora nel sacco delle provviste.


Terzo giorno con partenza per Melbourne
Alzati tardi e fatto colazione all'ostello. Il viaggio verso Melbourne è previsto per stanotte per cui facciamo il Check-out e depositiamo i bagagli per poi andare in centro a cercare il mercato della domenica sulla Rundle Street. Non trovando il mercato chiediamo informazioni, ed ecco che ci dicono che fa troppo caldo (più di 35 gradi) per cui il mercato, per ragioni di legge, è stato annullato. Pranziamo poi in un ristorante orientale con un eccellente ed abbondante piatto a base di noodels giapponesi. Sulla Rundle Street ci imbattiamo in due strani tipi, uno vestito da scozzese sui trampoli e che suona la cornamusa e l'altro da scimmia. La scimmia si diverte a buttarsi a terra ed apettare che qualcuno si avvicina per spruzzare i giro acqua ai malcapitati. Continuiamo poi il nostro giro passando alla Library della Adelaide University, dove posso usare Internet gratuitamente per aggiornare il Blog. Purtroppo alle 5 pm ci buttano fuori, e all'esterno il collegamento wireless ha una pessima qualità; per cui rientriamo all'ostello per prelevare i bagagli e recarci alla stazione dei bus per prendere il Greyhound per Melbourne. Facciamo ancora una cena veloce nel ristorante Thai Lemmon & Lime appena fuori il Central Market. Intanto Federer gioca la finale dell'open d'Australia a Melbourne, ma qui sembra che nessuno si interessa al tennis. Alla stazione dei Bus vediamo il primo veicolo completamente solare al mondo, almeno cosi dicono loro qui ada Adelaide.
Il nostro bus tradizionale parte in orario alle 20.15 ma per nostra sorpresa non è un Gryhound bensì un Firefly, che opera in concessione per Greyhound. Appena usciti dalla zona urbana di Adelaide diventa notte, e dopo averci sorbito, le insistenti istruzioni dell'autista su cosa non può si può fare sul bus, ci addormentiamo.

27 - 29 gennaio 2010 da Perth a Adelaide con il l' Indian Pacific Train

Inizia oggi un viaggio che per alcuni potrebbe essere considerato una tortura o una sorta di masochismo ferroviario, ma che io ho da lungo tempo visto come sogno da realizzare una volta nella vita! Attraversare un continente intero come l'Australia in treno, verticalmente o orizzontalmente, è sicuramente una delle avventure da fare una volta nella vita.
Dopo la colazione al ristorante italiano“Da Gino”appena sotto l'ostello andiamo al supermercato per fare la spesa per il lungo viaggio che ci attende in treno poi andiamo all'ostello a prendere i bagagli per recarci alla stazione centrale e prendere il treno per la stazione di Perth Est da dove parte l'Indian Pacific per Adelaide. Facciamo il Check-in, quasi come per prendere l'aereo, mezz'ora prima della partenza poi attendiamo l'ordine di imbarco che segue con un cerimoniale particolare per quelli che viaggiano con il Gold Service. Però anche per noi in Red Service abbiamo per ogni vagone ha una hostess, molto cordiale e disponibile, che ci indica il nostro posto e ci informa su come sistemare i letti e tutto quanto c'è nella piccola, ma funzionale cabina. Con nostra sorpresa abbiamo addirittura un lavandino a parete che possiamo “aprire” come uno sportello inclinabile; il massimo è che abbiamo sia l'acqua fredda sia l'acqua calda. Il posto per i bagagli è limitato per cui il mio sacco l'ho dovuto consegnare al check-in. L'importante è di avere nella cabina tutto quanto serve tutta la durata del viaggio, un giorno e due notti. Alle 11.55 in punto il lungo treno, con una sola locomotiva a diesel, parte dalla stazione di Perh Est per lanciarsi, si fa per dire, verso i 2'663 km di percorso fino ad Adelaide. Il tempo è splendido, la temperatura esterna un po calda, ma all'interno come ci aspettavamo, l'aria condizionata è regolata sui 19 – 20 gradi, per cui ci dobbiamo mettere una giacchetta per non prenderci il raffreddore. Peccato ma la temperatura non è regolabile per ogni singola cabina. Nel vagone ristorante la temperatura è ancora più bassa!
Appena usciti dalla zona urbana di Perth il treno sale lentamente seguendo una valle con una vegetazione marcata dagli alberi di eucaliptus e di pini. Poi segue una zona piatta sempre più arida e con la vegetazione limitata a poche piante e molti arbusti. Qua è la si vedono insediamenti agricoli e tante pecore e mucche al pascolo. Ad certo punto quanto inizia a farsi scuro e mentre assistiamo ad un bellissimo tramonto, la vegetazione sparisce quasi completamente, siamo nella zona desertica del Nullarbor Pain. Tutto e piatto, tremendamente piatto, da ogni parte si guarda il paesaggio è lo stesso , solo qualche ceppo di erba secca qua e la e al massimo qualche cespuglio mezzo bruciato dal sole e dal vento. Il paesaggio è lunare ma con la variazione del colore del suolo, ed il cielo con qualche nuvola all'orizzonte lo rendono interessante. Dal finestrino sembra di vedere un documentario alla TV. Sembrerebbe monotono ma con il continuo cambiamento dei colori e del cielo riusciamo a stare ore a contemplare il paesaggio che lentamente scorre davanti a noi. Ogni tanto veniamo informati tramite l'altoparlante della cabina su quanto è previsto o su quanto di particolare si può vedere. Cosi veniamo informati che nel grosso tubo che per gran parte del percorso segue la ferrovia scorre l'acqua che dalla costa viene pompata fino a Kalgoorlie. E' stata costruita negli anni 70, è costata un “occhio della testa”, ma sembra sia ancora perfettamente in funzione. La prima delle due fermate è proprio a Kalgoorlie, dove arriviamo a mezzanotte, ed il treno si ferma per 2 ore. Per chi vuole vi è la possibilità di fare un tour guidato della città e della vicina miniera di oro. Si tratta della miniera a cielo aperto più grande del mondo! Non credendo che si possa vedere molto in una miniera di notte rinunciamo al tour per fare un'uscita a piedi e visitare la parte della città vicina alla stazione. A questa ora, a parte due pub dai quali se sente musica dal vivo fino a lontano, tutto è chiuso e a parte gli altri passeggeri del treno non c'è in giro più nessuno. Appena rientrati, tutti a nanna per la prima notte sul treno. Quando ci svegliamo e vediamo il paesaggio attorno ci sembra di essere ancora dove eravamo la sera prima. Tutto piatto e quasi nessuna vegetazione. L'evento della giornata di oggi è l'arrivo alla fermata di Cook. Qui siamo a circa metà percorso e si può dire che Cook esiste solo come stazione di rifornimento della Indian Pacific. I cinque abitanti rimasti, oltre che curare e gestire il rifornimento in diesel e acqua, gestiscono anche un negozio di souvenir per turisti. Il treno si ferma per ca. un'ora e mezza, dando così l'occasione a tutti di scendere, passeggiare e scattare foto del treno e della locomotiva (niente di particolare a dire il vero). Fatto il rifornimento e risaliti a bordo si parte per la prossima tappa senza fermata fino ad Adeleide. Noi cerchiamo in tutti i modi a scattare foto dal finestrino del vagone o dal vagone ristorante, ma le riflessioni interne e la scarsa trasparenza del vetro rendono ardue queste nostre intenzioni. Ad un certo punto il conduttore annuncia all'altoparlante che sul lato destro del treno si dovrebbero vedere un gruppo di cammelli selvatici. Difatti dopo pochi Km eccoli, si tratta di un piccolo gruppo, ma sembra che abbiano già colonizzato una buona parte del paese. Intanto il tempo passa ed il viaggio continua.
Dopo Cook percorriamo ca 500 km, (due volte la Svizzera da sud a nord), in linea retta, senza nessuna curva. Sembra sia questo il percorso diritto più lungo al mondo! Sono esattamente 478 km in linea retta (indicato da un cartello a Cook), senza un minimo di curvatura. Arriva poi inesorabilmente la seconda notte, mentre da queste parti si iniziano a vedere sempre più piante ed interi boschi di eucaliptus e altre piante tipiche australiane.

Durante la notte in treno si ferma, a Port Augusta, per alcune ore per cambiare i carrelli dei vagoni, Maggie dice di aver sentito i rumori di questa operazione, mentre io dormo come un ghiro e non mi accorgo di niente. Alla mattina con le prime ore dell'alba ecco che il lungo treno argenteo arriva alla stazione di Adelaide. Non sembra vero, e quando scendiamo, per alcune ore ancora, ci sembra di essere ancora in viaggio. Sentiamo ancora nel nostro corpo le vibrazioni del treno in movimento.